Video guida

A – Preparazione dell’apparato e delle riprese

Ponete sul tavolo il campione da studiare, prima il pezzo di carta normale e poi quello di carta resa superidrofobica sfregandola con l’aerogel in granuli superidrofobico. Fissate a circa 3 – 4 cm d’altezza una pipetta o una siringa perpendicolarmente al tavolo. Servitevi di colorante alimentare per aumentare il contrasto tra goccia e sfondo (usate un foglio bianco).Le gocce saranno un po’ più robuste se aggiungerete un po’ di glicerolo. Ponete un righello all’interno dell’inquadratura, vi servirà per la successiva calibrazione in Tracker. Disponete la fotocamera high speed di fronte all’apparto. Controllate di avere una buona illuminazione.

B – Raccolta dati

Fate partire la videoregistrazione ad alta velocità. Lasciate cadere le gocce una dopo l’altra. Prima di rilasciare una nuova goccia aspettate che la prima abbia cessato di rimbalzare ed eventualmente ripulite la superficie del campione. Cercate di far in modo che la goccia rimbalzi il più possibile senza spostarsi dalla verticale. Una possibile alternativa è quella di far rimbalzare la goccia lungo un piano leggermente inclinato facendo corrispondere tale piano con l’asse delle ascisse del sistema di coordinate
 

C – Analisi dati

Con Tracker analizzate il moto verticale della goccia (e delle eventuali gocce secondarie). Individuate l’altezza max. raggiunta dalla goccia dopo ogni rimbalzo.
Il modello è quello di una palla che rimbalza dissipando progressivamente energia.
 

D – Per chi non possiede una macchina fotografica high-speed

Se non possedete una macchina fotografica in grado di funzionare in modalità high speed potete cercare in rete siti con filmati analoghi provenienti da laboratori di ricerca. In molti casi si tratta di filmati ottenuti con macchine che sono in grado di lavorare con centinaia di frame per second (fps). Nel background reading è riportato l’indirizzo di uno di questi siti. Dopo aver registrato il video dallo schermo del PC con un software di screen casting, potete analizzarlo con Tracker.

NANOLAB è …

laboratori didattici divisi in quattro aree, corredati da videoguide, schede e approfondimenti, per introdurre le nanoscienze nel laboratorio scolastico.
corsi di formazione e kit formativo per permettere agli insegnanti di riprodurre gli esperimenti in aula.
seminari divulgativi tenuti da ricercatori per esporre le attuali prospettive nel campo delle nanoscienze e contestualizzare i laboratori didattici.

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Le nanotecnologie, cioè la possibilità di controllare la materia sulla scala del miliardesimo di metro, sono presenti nella nostra vita quotidiana. Cosa potrebbe attenderci per il futuro? Scopriamo quali sono i principi fisici che permettono questi sviluppi e che ci guidano alla scoperta di materiali con nuove proprietà. Con Guido Goldoni

Guido Goldoni insegna Fisica della Materia all’Università di Modena e Reggio Emilia.

In lingua italiana. Ingresso libero
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3 anni fa  ·  

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